Il pensiero di Mario capello Santini…..In carrozza,si parte.

Il pensiero di Mario capello Santini…..In carrozza,si parte.

Fin dal giorno della prima conferenza stampa dei signori Grassini e Lucchesi fatta nella sala stampa del Porta Elisa, “a pelle”, ero certo che a Lucca LA ROTA ERA GIRATA… Ho avuto subito questa certezza e l’ho sbandierata ai quattro venti, sicuro che era gioco forza che prima o poi il brutto andazzo doveva interrompersi.

I due mi sono sembrate subito delle persone con intenzioni serie: le persone giuste arrivate a Lucca al momento giusto.

I segnali per il “rimescolio” dei Soci all’interno della Lucchese che era in gestazione da lungo  tempo, però, non avevano i colori rappacificanti dell’arcobaleno, ma avevano delle tinte nere come un bustina di liquirizia.

In effetti sulla nostra bella città si era stabilizzata da tempo “un’area di bassa pressione generale”, un po’ come se in questi ultimi mesi si fosse fermata sopra le nostre teste la nuvoletta dispettosa del film di Fantozzi.

La causa era una sola: la processione di AVVENTURIERI che cercavano di avvicinarsi alla PANTERA ROSSONERA con l’intento, celato malamente, di celebrare il suo funerale e magari di guadagnare qualche “misero spicciolo” sulla sua pelle.

Gli addetti ai lavori, la squadra e i tifosi hanno dovuto sopportare per mesi le pene dell’inferno dovute al nervosismo legato all’incertezza che c’era nell’aria e che chiaramente veniva ingigantito dai discorsi della gente.

A dispetto di tutto il bailamme che si era creato e il rincorrersi delle dicerie più o meno vere sullo stato di salute della Pantera, la “nostra eroina” era viva più che mai e possedeva un discreto portafoglio di crediti dalla Lega di Serie C che le avrebbero permesso quantomeno di vivere ancora a lungo.

Per diverso tempo questi AVVENTURIERI, alcuni occulti, altri curiosi, altri ancora innominabili, hanno mandato i loro degni compari a fare capolino in Società cercando di ficcare il naso negli affari privati della Lucchese, ma l’aspetto peggiore era che questi loschi FACCENDIERI erano del tutto inaffidabili e con dei trascorsi di vita non proprio “puliti col brillantante”.

Nonostante ciò qualcuno che in Società conta parecchio, forse mezzo sordo oppure poco amante della buona musica, si è lasciato “abbindolare” dal canto stonato di una di quelle squallide sirene che, non contenta, aveva anche lanciato in aria il filo con l’amo sperando che qualche Socio della Lucchese prima o poi potesse abboccare. E così è stato, ahimè!: uno ha abboccato subito. Quando però il filo ha cominciato a tirare verso la direzione indesiderata i tifosi che avevano la LUCCHESE nel cuore hanno annusato il pericolo e quindi, per non sapere ne leggere e ne scrivere, armati di forbici, hanno provveduto a staccare in modo repentino quell’amo dal filo e a boicottare preventivamente l’approccio durante una agitatissima assemblea organizzata da Lucca United nel Museo della Lucchese che si trova sotto la Curva Ovest. Dopo quella serata storica che aveva riunito tutte le frange del tifo rossonero e in cui erano state messe in atto le debite contromosse per allontanare gli indesiderati dalla Lucchese, gli AVVENTURIERI sono spariti come per incanto, oppure si sono limitati a qualche telefonata di disturbo priva di conseguenze. Soltanto uno di questi maldestri filibustieri ha cercato di nascondersi nell’ombra pensando, in cuor suo, di ritentare una sortita con un colpo di scena a sorpresa, magari all’ultimo momento. Però oramai il filo senza l’amo ondeggiava innocuo nell’aria sospinto dal vento che scendendo dalle MURA ricominciava ad avere l’odore dei nostri tigli rimasti ancora in salute.

A questo punto tutti eravamo rimasti con un pugno di mosche in mano e quindi chi avrebbe minimamente immaginato che quel vento amico, che la domenica soffia sul PORTA ELISA durante le partite della LUCCHESE e accarezza i tifosi, oltre a far svolazzare il filo senza l’amo e ricacciare nel limbo gli antichi fantasmi, con le sue folate avrebbe portato a Lucca anche delle buone nuove…? Invece il seguito della storia ha preso proprio quella piega li: precisa e inaspettata. I fatti raccontano che pochi giorni dopo la burrascosa assemblea dei tifosi fatta al Museo, due personaggi attesi più dei Magi a Natale sono scesi dal cielo come per incanto “cullati dolcemente” da quel vento unico e solo nostro dal sapore rossonero e senza prendere minimamente la mira sono riusciti a finire dritti dritti proprio nel cerchio di centrocampo del nostro amatissimo stadio Porta Elisa. Dopo quell’atterraggio per certi versi “miracoloso” molti lucchesi hanno cominciato a sospettare che questa volta non si trattava dei soliti avventurieri, ma che in realtà si era materializzato sul campo un vero colpo di fortuna per la Lucchese. In parole povere erano giunti lì, in carne ed ossa, niente po po di meno che SIR RE MIDA da Colle Val d’Elsa (Lorenzo Grassini) e il suo GENERALISSIMO FAMUS FAB da Empoli (Fabrizio Lucchesi). Due aspetti di particolare importanza sono saltati subito agli occhi e non solo delle persone avare che a Lucca non mancano: i due “notabili”, dato il loro nobile rango, erano arrivati a Lucca portando seco dei doni preziosi: molti sacchi di oro zecchino estratti da qualche antica miniera ancora attiva e sopratutto tenevano nel loro cervello un’idea che gli era stata scolpita di prepotenza durante il sonno da un robusto marmista di Pietrasanta, forse l’unico suddito rimasto fedele alla Repubblica di Lucca: i nostri eroi, caduti dal cielo come la manna nel deserto, hanno manifestato, seduta stante, l’intenzione di scrivere nuove pagine di glorie calcistiche a Lucca e le vogliono aggiungere alla storia del blasone della Lucchese; è questa l’idea di valore inestimabile che tenevano ben scolpita nel loro cervello. Alla conferenza stampa che si è svolta poco dopo davanti ai giornalisti e in quella successiva al Museo della Lucchese con i tifosi in gran raduno, questi due nobili personaggi, venuti da altre provincie della nostra regione, hanno informato stampa e tifosi dei loro piani che prevedono il riassetto di tutto l’ambiente societario e sportivo della Lucchese e in prospettiva anche l’uscita dal tunnel della Serie C e di conseguenza la vittoria del Campionato. Naturalmente, da tutto ciò, appare molto chiaro che il marmista di Pietrasanta aveva lavorato benissimo!

Facendo mente locale di tutte le batoste che la Lucchese ha subito durante l’ultimo “ventennio calcistico” l’impresa di cambiare in poco tempo il destino e gli eventi in modo da farli diventare favorevoli potrebbe apparire molto ardua.

Intanto oggi il cambiamento è cominciato nel preciso istante in cui è stata messa nero su bianco la firma del contratto che ha ufficializzato come nuovo Presidente della Lucchese Lorenzo Grassini. Di conseguenza anche Fabrizio Lucchesi ha già preso possesso delle sue funzioni e nei prossimi giorni altri personaggi illustri e condottieri valorosi arriveranno a Lucca a dare man forte ai due “nobili” che hanno già agguantato lo scettro del comando. Quando questa corte di fedelissimi al gran completo avrà ficcato la punta del loro naso nel catino del Porta Elisa e respirato a pieni polmoni quel vento dal sapore rossonero che soffia imperterrito da centotredici anni formando un vortice continuo, i nuovi addetti ai lavori rimarranno contagiati e finalmente i tifosi potranno ricollocare sui loro guanciali il sogno che nella vita di sportivi hanno rimuginato e rimuginato con una certa frequenza: vedere la LUCCHESE che gioca i campionati di Serie B e di Serie A…

Senza dubbio alcuno sarebbe forse utile toccare ferro o qualsiasi altra cosa per scaramanzia perché siamo ancora alle fasi preliminari: conferenze stampa, promesse, programmazione e belle parole, quindi quelle parole uscite dalle bocche dei nuovi padroni devono ancora divenire realtà concrete, Le idee espresse chiaramente durante le prime due “apparizioni” pubbliche dalla coppia d’oro Grassini/Lucchesi sono molto positive e vanno dalla costruzione di un forte settore giovanile alla ristrutturazione dello Stadio Porta Elisa, dalla collaborazione con le Istituzioni pubbliche all’apertura verso il mondo dell’imprenditoria lucchese, il tutto condito da una più stretta collaborazione della Società con tutti i gruppi organizzati del tifo rossonero.

Se quanto di buono è stato promesso verrà mantenuto ce lo dirà il tempo, comunque le premesse per costruire qualcosa di importante per la LUCCHESE ci sono tutte. Intanto prendiamo atto che qualcosa sta cambiando in casa rossonera e potrebbe essere questa la volta buona.

Riacquistiamo quindi la serenità perduta da tempo immemorabile e per una volta proviamo a spingere verso Pisa gli esiti nefasti del famoso detto che recita: “Dalla padella nella brace!”. Da oggi quel cattivo odore di bruciato, causato dalle scottature del rigore finito inesorabilmente sul palo con la Triestina ma anche dai due fallimenti ravvicinati nel tempo, che i tifosi rossoneri si sono portati sulla pelle per anni non dovrebbe riguardarli più per un bel pezzo. Ora l’odore di bruciato sulla pelle tocca a qualcun altro.

Riguardando le immagini di un passato sfortunato, pensiamo anche cosa potrebbe succedere nei prossimi anni se la “dea bendata”, mossa a compassione, si strappasse la benda dagli occhi e si accorgesse di punto in bianco di avere maturato un grosso debito con la LUCCHESE LIBERTAS 1905 e di conseguenza anche con i suoi tifosi.

Pensare ad un futuro più roseo dopo tante sofferenze calcistiche sofferte da tutto l’ambiente rossonero è lecito. In questo momento farebbe bene a tutti riflettere su un concetto semplicissimo che in questi ultimi mesi travagliati gira la nostra città uscendo dalla bocca di molti tifosi: “Se è vero che il mondo gira anche la ruota gira; quindi, dopo anni e anni che la ruota ha scorazzato su e giù per la terra di Toscana dimenticandosi della Repubblica di Lucca, in questo momento magico vogliamo cominciare a dire che LA RUOTA HA GIRATO? Molti dei discorsi che si sentono dire in giro, invece, vanno nella direzione opposta rispetto a quella della ruota che gira perché partono dal presupposto che dobbiamo essere cauti e stare con i piedi per terra perché anche altri presidenti hanno fatto le stesse identiche promesse di Grassini & Co., salvo poi non mantenerne nemmeno una. Vorrei però sottolineare, con due righe ben marcate e fatte col righello, che queste preoccupazioni sul futuro della Lucchese sono durate veramente un niente per quei mille e passa tifosi rossoneri che alla fine dello scorso campionato hanno seguito la squadra nelle trasferte di Bergamo e Parma per i play off o per quelli che anche in inverno scaldano col loro sedere diventato piatto i gradoni dello stadio Porta Elisa: il cosiddetto “zoccolo duro”. Questi tifosi dopo avere assaporato di persona cosa significa veder giocare la loro squadra del cuore in teatri dove è stata scritta la storia del calcio italiano, non vogliono aspettare altro tempo, ma vogliono sognare subito. Lo scorso anno è stato sufficiente fare il primo passo all’interno di uno di questi due stadi per provare un’emozione fortissima e indescrivibile proprio perché è un’emozione. Ma quello che di bello hanno provato indistintamente tutti i tifosi presenti, non era il fatto di tornare a Lucca e poter dire agli amici: “io c’ero”, come era scritto sulla maglietta creata appositamente da Lucca United per la partita di Parma: ma più semplicemente era sentire il cuore battere nel loro petto più forte del rullo spasmodico dei tamburi degli ultras.

Anche nei loro cervelli, forse per telepatia, “ronzava più forte di un esercito di mosche” la stessa identica frase: “Sono oltre sessanta anni che la LUCCHESE non mette gli scarpini da gioco per disputare una partita di Serie A e sarebbe il momento di ritornare a farlo”. Sia a Bergamo, sia a Parma in molti si sono scambiati queste parole col sorriso sulle labbra e con una gioia immensa al solo pensiero: io stesso “non stavo più nella pelle”. Una cosa a nostro favore che deve consolarci è il fatto che la storia va a cicli e si ripete: allora chi può escludere a priori che anche le nostre generazioni un giorno possano trovarsi al Porta Elisa per assistere alle stesse avventure calcistiche della Pantera vissute dai nostri padri o dai nostri nonni? Magari rifacendo la serie A proprio con Grassini e Lucchesi?

Nell’attesa che venga quel giorno…di risurrezione della PANTERA, i tifosi rossoneri si sono leccati in silenzio le ferite che ancora oggi fanno male, eccome se fanno male! Purtroppo sono ferite ancora aperte e che diventano fresche come “le stigmate di un santo” ogni volta che snoccioliamo tra di noi, uno ad uno, i ricordi tristissimi dei campionati di Eccellenza e di Serie D disputati dalla LUCCHESE dopo il fallimento del 2011 e che abbiamo subito come se fossero atti di penitenza attribuiti ai tifosi rossoneri per colpe non commesse. Fortunatamente, dopo anni di carestia e sofferenze croniche potrebbe essere arrivato il momento delle rivincite calcistiche della Lucchese e anche quello di mettere una grossa pietra sui giorni vissuti senza un futuro dalla nostra amata PANTERA: dopo tutto quante ne ha passate poverina! Cito solo un aspetto, le bugie e dico che lei è stata fortunata a non morire di crepacuore come la fatina di Pinocchio, perché anche la PANTERA in questi ultimi venti anni di bugie ne ha sentite dire proprio tante, evidentemente possiede una buona fibra se le ha sopportate tutte senza battere ciglio.

I bugiardi devono comunque ringraziare un certo Signore che i loro nasi non si sono allungati ad ogni bugia detta come invece succedeva a Pinocchio, altrimenti camminare in alcuni settori dello stadio Porta Elisa sarebbe stato difficoltoso e soprattutto anche molto rischioso per l’incolumità dei loro occhi!

Finalmente e puntualmente è giunto, prima o poi doveva venire, il giorno della verità: oggi 26 aprile 2018 è un giorno con un cielo terso spettacolare, della nuvoletta dispettosa del film di Fantozzi non c’è traccia nemmeno sbirciando verso l’orizzonte, l’area di alta pressione si è ristabilita sulla città, degli AVVENTURIERI neanche l’ombra e i tifosi si sono alzati anche molto bene perché questo è il giorno che era stato scelto dai ” due duellanti” per mettere la parola fine agli scontri e ai sotterfugi durati oltre un mese per stabilire chi fosse “il capo” della Società LUCCHESE.

Dopo questo epilogo tanto atteso che ha avuto un esito positivo, anche l’ultimo AVVENTURIERO, il più odiato, quello che era rimasto nascosto nell’ombra fino all’ultimo istante è stato scacciato per sempre dalla vita della Pantera. Non so per la buona riuscita della causa possa averci messo lo zampino anche AIGOR, sta di fatto che ora la Pantera è veramente salva. Da oggi, la nuova proprietà della LUCCHESE voluta a furor di popolo rossonero, si insedierà nel nostro regno calcistico e abiterà nel castello di Porta Elisa a due passi dalle Mura. Il peso della conduzione della Società è passata così dalle spalle di un signore anzianotto con la barba bianca molto simpatico ed esempio di correttezza e magnanimità a quelle di un certo RE MIDA da Colle Val d’Elsa (Lorenzo Grassini) e del suo GENERALISSIMO FAMUS FAB da Empoli (Fabrizio Lucchesi).

Anche se qualcuno volesse “cercare il pelo nell’uovo” il salto di qualità si vede anche a occhio nudo: Fabrizio Lucchesi oltre ad avere il cognome piacevole da pronunciare per ogni tifoso della Lucchese è una “volpe” in senso buono per ciò che riguarda il mondo del calcio a tutti i livelli e in passato ha anche “vinto” dei campionati; l’altro come ogni re che si rispetti c’ha l’argent, pardon c’ha l’oro, che non è cosa di poco conto al giorno d’oggi in cui pare sia ritornata di moda la sonata di Beethoven “Al chiaro di luna”…

I due personaggioni sono venuti a Lucca conoscendo benissimo la situazione della Lucchese e le aspettative dei tifosi rossoneri e sono anche certo che i due faranno di tutto per realizzare qualcosa di grandioso a Lucca.

Non hanno di certo fatto quell’atterraggio “miracoloso” sul Porta Elisa per rovinarsi la reputazione, ma per vincere con la Lucchese. Quello che da giorni mi conforta è che i due hanno fatto intravedere subito la volontà di operare un vero cambiamento di rotta: apertura verso istituzioni, imprenditori locali e tifosi sono i tre pilastri su cui poggerà il nuovo progetto e sono certo che questa volta le promesse saranno mantenute realmente e non soltanto a parole.

In conclusione: riusciranno i nostri eroi Lorenzo Grassini e Fabrizio Lucchesi e la “mascotte Aigor” a regalare alla LUCCHESE e ai tifosi rossoneri un bellissimo sogno che giace offuscato da tempo in tanti cassetti della nostra lucchesia? Vedremo, il tempo è galantuomo e ce lo dirà presto!

Vorrei ritornare per un attimo alla ruota tanto cara ai lucchesi che gira o magari sta per girare: ciascuno di noi faccia la sua parte in modo da poter urlare a squarciagola e prima possibile: A LUCCA LA ROTA E’ GIRATA!

Intanto da stasera possiamo coricarci fra quattro guanciali, chiudere gli occhi e senza paura saltare tutti “a piè pari” sulla nuova diligenzA rossonerA. Teniamoci forti che la tirA la PANTERA ROSSONERA e da ora in poi non ci fermerà più nessuno. Tutto è bene quello che inizia bene: BUON VIAGGIO…!

https://youtu.be/9t_P7O5yyW8



Mario Santini (CAPELLO)

 

 

 

 

 

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