Caro Presidente, scriviamo così ci distraiamo un po’…

Caro Presidente, scriviamo così ci distraiamo un po’…

12-2-2018;Questa mattina l’ultimo saluto ad Egiziano Maestrelli,mattinata grigia,lacrime anche dal cielo.Tanta gente ha voluto rendergli omaggio.Egiziano Maestrelli tanta gente l’ha resa felice,ha dato lavoro e fatto sempre del bene.

Grazie ai familiari per l’accoglienza.

Celebrati questa mattina i funerali di Egiziano Maestrelli, Presidente della Lucchese dal 1986 al 1999: a parteciapre alle esequie, tenutesi nella chiesa fiorentina di San Gervasio e Protasio la commossa partecipazione di tante personalità del mondo dello sport
Oltre ad alcuni calciatori che contribuirono, insieme ad Egiziano, a portare il grande calcio a Lucca tra gli anni ottanta e novanta,Alvaro Vannucchi massaggiatore della Lucchese,ieri oggi e domani,Fabio Bonelli segretario attuale Viola, Massimo Gomma Rastelli,Gabriele Baraldi,Marcello Montanari, Vittorio Tosto con la famiglia con Antonio ed Elena Corradi,Carlo Pascucci,Manuele Guzzo, l’attuale ds del Genoa Mario Donatelli, Bruno Ruspa Russo, erano presenti ai funerali anche l’ex direttore sportivo Pino Vitale e Benvenuti,(fortemente legati a Maestrelli), il Ministro dello Sport Luca Lotti, e Matteo Renzi, uscito però da una sortita secondaria della chiesa.

Presenti anche Giovanni Galli e altri professionisti del mondo del calcio.

Presente l’ex Presidente Andrea Bacci al quale rendiamo l’onore delle armi.

Un abbraccio,sentito voluto e vero con parole di stima verso l’opera di Lucca United che ha definito “un pezzo importante per la Lucchese di oggi e del futuro”.

In rappresentanza dell’attuale Lucchese c’era il direttore Antonio Obbedio con Vanni Pessotto mentre l’omaggio della città di Lucca e dei tifosi rossoneri è stato portato da alcuni componenti di Lucca United e del Lucchese Club Camigliano che non hanno nascosto la commozione per l’ultimo saluto al Presidente dei Presidenti, a l’uomo che ha fatto sognare un’intera tifoseria e un’intera città.

Ci mancherai Egiziano: quello che hai fatto per la nostra Lucchese rimarrà indelebile nel tempo, così come l’affetto, e la riconoscenza, che proviamo e che sempre proveremo.

Con l’aiuto di Giuseppe Bini e DìTV89

ESCLUSIVA

Ultimo saluto al "Presidente" Egiziano Maestrelli.As Lucchese Libertas Lucca United Lucchese, la nostra storia Lucchesi Nel Mondo Comune di Lucca Lucchese Libertas Lucca City News Lega Pro I LOVE CALCIO TuttoLegaPro.com

Pubblicato da Ditv.it su lunedì 12 febbraio 2018

 

Uno dei momenti più toccanti della cerimonia è stato quando i nipoti hanno ricordato il nonno.

La Lucchese era nel cuore del nonno,ed ecco che quando la lettera scritta da Fabrizio Vincenti su Gazzetta Lucchese è stata letta,manca poco ci mettiamo a singhiozzare.

Chi l’ha scritta,come sempre con il cuore e la passione,non credeva certo che potesse succedere.

Abbiamo pensato di dirglielo noi presenti e Fabrizio,deve aver sentito brividi strani,perché è rimasto di sasso,quasi non voleva capire,se lo è fatto ripetere..era sorpreso e orgoglioso.Grazie Famiglia Maestrelli per essere così Signori.Grazie.


Caro Presidente, scriviamo così ci distraiamo un po’…

domenica, 11 febbraio 2018, 08:39

di fabrizio vincenti

 

Presentazione. Lucchese. Cortile degli Svizzeri. Le immagini, confuse nell’armadio dei ricordi che tracimano e spargono flash a getto continuo, si sovrappongono e si scolorano. Non ricordiamo l’anno, ma solo che ce ne venimmo via dalla presentazione estiva dei rossoneri alla città un po’ corrucciati. Il presidente Maestrelli, nel suo intervento, come sempre burbero ma diretto, spiegò che la Lucchese dovesse pensare solo a salvarsi. Un po’ poco per una tifoseria, probabilmente non completamente conscia di stare vivendo uno dei momenti più alti della sua storia, che guardava alla serie A come a una meta destinata a essere raggiunta. Per forza. Quasi per diritto divino. Come se la serie B fosse ormai un noioso e scontato tran tran.

E, ancora, l’immagine dei biglietti verdi, arancioni, grigi, allora senza quel maledetto codice a barre, e il nome e cognome che sono il segnale di come la nostra libertà si sia rarefatta. E quello sponsor sul fondo del tagliando, Superal, che fece balenare nella testa di un amico, famoso per le freddure più o meno riuscite, lo slogan “Lucchese, Superal…i tutti!”. Erano, in quel caso, gli anni ’80. Il biglietto lo compravamo al supermercato Superal di viale Einaudi. Un momento che attendevano per tutta la settimana, con il direttore che dal recinto informazioni apriva la cassetta e prelevava il blocchetto. Un biglietto che sapeva di rivincita dopo anni di patimenti, dopo una retrocessione che ancora sanguinava, dopo l’addio di Anconetani, trasferitosi a pochi chilometri per avviare un ciclo straordinario, quasi a ricordare che la stella cometa fosse passata da Lucca ma i lucchesi se la fossero lasciata scappare per farla atterrare, colmo della beffa, dove proprio nessuno avrebbe voluto.

E invece un’altra stella cometa stava apparendo, proprio in quegli anni. Burbero, concreto eppure passionale, non incline a caricare le folle, ma armato di caparbietà, ambizione e capacità, giorno dopo giorno, stava costruendo una Lucchese che ha lasciato talmente tanto il segno che molti, sbagliando, continuano a pensare che dopo di essa il calcio a Lucca sia finito. Due promozioni, una fantastica coppa Italia, uno stuolo di giocatori che hanno poi calcato i campi della serie A, un’attenzione nazionale che forse è simboleggiata da quel Lucchese-Foggia, nel 1991, che monopolizzò per una domenica gli occhi di tutto il calcio italiano. Orrico contro Zeman, i profeti del nuovo football, con l’uomo di Volpara che annichilisce il boemo. E una società presa a modello da tutti,  tre persone per una macchina che rombava a pieni giri: Maestrelli, il presidente, Vitale, il diesse, Bonelli, il segretario. Per vivere una favola bastavano e avanzavano.

E’ difficile farlo capire a chi ora ha venti o anche meno anni, e che deve cercare nel proprio armadio qualche ricordo di festa, di gioia pura, di orgoglio per i risultati della squadra della propria città. Dopo di allora, levata la tragedia sportiva della gara con la Triestina, una serie di dolorose illusioni e il lampo accecante di Correggio, l’album è vuoto. E allora dire che Egiziano Maestrelli è stato un gigante per la Pantera non è una espressione retorica. Per una città che ha conosciuto, a guardare bene, solo poche parentesi di veri successi, Maestrelli ha iscritto il suo nome per sempre sui gradoni del Porta Elisa, dove più volte è stato contestato, provocando piccate risposte. Ma era amore. Di quello vero. Quello destinato a non morire mai.

Egiziano Maestrelli e la Lucchese non potranno mai essere separati. Nemmeno la morte li può separare. Maestrelli ha fatto vivere la Pantera, l’ha fatta ruggire. Inorgoglire. Gioire. La Pantera gli ha regalato emozioni forti. E gli ha tirato fuori il sorriso, a suon di gol e di vittorie, sotto la maschera da finto burbero. E’ un pezzo della nostra vita che se ne va. O forse no. Forse  è, come tutti gli altri, sopra al Porta Elisa. Magari a battibeccare con qualcuno che gli rimprovera ancora una volta di non averci creduto di più e non aver tentato il salto in serie A.

Dovesse mai arrivare, tra mille e passa anni, ci piacerebbe fosse dedicato a lui. Al Presidente.

Grazie fabrizio per come ce lo hai ricordato,a tutti.

E ricordiamolo con i video dall’archivio di Lucca United.

Tracce brevi senza pretese,ma vederlo sorridere è presente e futuro non passato.Sei con noi Egiziano come oggi in autostrada nel tuo ultimo viaggio terreno.

Commenti chiusi

Questo sito utilizza cookie tecnici ed analitycs. Potrebbero inoltre essere installati cookie di terze parti. Proseguendo la navigazione accetti la policy del sito. Per ulteriori informazioni clicca sul link predisposto.. Info | Chiudi