Querela per lesa maestà. È quella che viene annunciata contro Gianfelice Facchetti dalla Lucchese. O meglio, da una parte della società rossonera. Motivo dell’azione giudiziaria: il passaggio finale del monologo che Facchetti ha tenuto due settimane fa nel corso della Domenica Sportiva. In quel passaggio è stato esposto un cartello “Vendesi”, relativo al club toscano e accompagnato dall’invito “astenersi perditempo”. Tutto qui? Sì, proprio tutto qui. Eppure per qualcuno ce n’è abbastanza da far sporgere una querela per diffamazione.

Il “qualcuno” in questione si chiama Arnaldo Moriconi, imprenditore che ha nel proprio portafoglio di attività anche l’emittente televisiva “Di Lucca”, controllata attraverso la holding Città Digitali. Da mesi Moriconi è il socio più influente fra quelli che compongono il complesso assetto proprietario della Lucchese Libertas 1905, e questa influenza si è realizzata a dispetto del fatto che fino allo scorso 11 ottobre l’imprenditore detenesse soltanto una quota di 1% del club rossonero.

 Dopo aver comprato il pacchetto che apparteneva a Carmelo Sgrò, Moriconi tocca adesso quota 11%. Ma a rendergli tanto potere già prima che arrivasse questa ulteriore acquisizione c’è il fatto che egli sia creditore nei confronti del club.
 Negli ultimi mesi è intervenuto più volte a tamponare esigenze di cassa. Chi conosce la situazione parla di oltre mezzo milione di euro, cifra che di fatto è un’ipoteca sui destini della Lucchese. Di ciò il generoso Moriconi è ben consapevole, e anche per questo è da mesi particolarmente attivo nella ricerca di un nuovo socio disposto a investire nel cub rossonero.

Si è avuta una sfilata di personaggi che per un motivo o per un altro non hanno portato a conclusione le trattative, oltre a non suscitare favorevoli impressioni negli altri soci. Che possono essere ridotti essenzialmente a due componenti. Quella di Lucchese Partecipazioni, formazione composita nella quale rientra la quota di Moriconi e che attualmente controlla un 88%, e quella di Lucca United, l’associazione dei tifosi che detiene il 10% e durante questi anni ha garantito la continuità identitaria del calcio lucchese

Tutte le parti di questa compagine proprietaria sono mobilitate per trovare nuovi soci. E per quanto ci sia quasi sempre disaccordo sui personaggi che si sono avvicendati come aspiranti acquirenti (coi soci di Lucca United che, memori dei due precedenti fallimenti, fanno un’inflessibile sorveglianza contro il rischio di nuovi squali), un dato è indiscutibile: che la Lucchese sia in vendita. E allora perché mai la querela contro Gianfelice Facchetti, che oltre ha aver rimarcato una situazione evidente è anche un buon conoscitore della realtà lucchese? Secondo la versione di Moriconi (che per querelare Facchetti ha dovuto ottenere l’appoggio di Bini e Nannini, altri due azionisti di Lucchese Partecipazioni), vi è stata diffamazione perché il nome della Lucchese “non è in alcun modo ricollegabile ai precedenti fallimenti (sic!) o a coloro che sono stati descritti nella trasmissione del 15 ottobre come avventurieri disinvolti (…)”. Questo il motivo della diffamazione, per come viene riportato nel comunicato ufficiale. Un documento nel quale si sottolinea il fatto che la Lucchese sia in regola col pagamento degli stipendi, situazione certificabile dalla Covisoc. E questa è davvero un’excusatio non petita, tanto più che nel suo monologo Gianfelice Facchetti non ha fatto il minimo cenno a situazioni di morosità. E dunque, il problema è di lesa maestà della Lucchese?

Se poi ci si tiene tanto a rimarcare che l’attuale Lucchese non debba essere messa in relazione coi due fallimenti precedenti, ci sarebbe da arguirne che si voglia anche negare la continuità fra questa Lucchese e la sua storia. Perché della storia calcistica lucchese fanno parte sia gli anni gloriosi della B che i due fallimenti. 

A proposito di tutto ciò sarebbe necessario un supplemento di spiegazione, e chissà se il signor Moriconi e i suoi due alleati lo forniranno mai. Di sicuro c’è che il resto della compagine proprietaria, a partire da Lucca United che ha emesso un durissimo comunicato, si è dissociata dall’azione. Un’altra certezza è che l’avvocato cui è stato affidato l’incarico di sporgere querela è Luca Cantini. Che era anche il legale dell’ex proprietario della Lucchese, Andrea Bacci, nonché ex consigliere d’amministrazone del club.

L’ultima volta che si era fatto sentire, Cantini aveva inviato una notula da 80 mila euro, relativa al periodo di circa due anni durante i quali l’avvocato aveva “seguito le vicende societarie”. Così riferisce un articolo della Gazzetta di Lucca pubblicato lo scorso febbraio. E adesso rieccolo qui al servizio della Lucchese. Ne succedono di cose strane, da quelle parti.

@pippoevai