La Lucchese perde 1-0 contro un Piacenza cinico e non riesce a dare continuità dopo la vittoria esterna di Arezzo.

La Lucchese perde 1-0 contro un Piacenza cinico e non riesce a dare continuità dopo la vittoria esterna di Arezzo.

La Lucchese perde 1-0 contro un Piacenza cinico e non riesce a dare continuità dopo la vittoria esterna di Arezzo.

Il campionato è molto equilibrato ed è possibile vincere o perdere contro chiunque; la differenza, alla fine, la faranno quelle squadre che possiedono attaccanti di razza, capaci di trasformare in gol, anche una sola palla. Il budget lucchese, ne siamo tutti perfettamente coscienti, non permetteva attaccanti da 100.000 euro a stagione.

I rossoneri hanno fatto la partita, hanno costruito, ma hanno sbagliato due-tre occasioni (clamorosa quella capitata a De Vena ad inizio ripresa) e se poi il portiere ospite Fumagalli toglie un paio di palloni dal sette, capisci che non è serata. Mettiamoci anche l’incomprensione tra Capuano e Albertoni, sul gol piacentino e la frittata è fatta.

Non è stata serata nemmeno per il mediocre arbitro (Clerico di Torino), coadiuvato in modo pessimo dal suo guardalinee lato gradinata; per carità, è scarsa la categoria e non possiamo pretendere di vedere spettacoli di giocatori scarsi con arbitraggi da Champions, ma il fischietto piemontese se n’è approfittato!

La sagra dell’errore, con punizioni inventate, rimesse invertite e rigori negati ai rossoneri (uno clamoroso).

Tornando alla Lucchese c’è da dire che anche stasera la squadra ha giocato un buon calcio, soprattutto nella prima frazione (anche se, paradossalmente, le migliori occasioni sono venute nella ripresa) ma, complice l’atteggiamento dell’avversario (ormai raddoppiano tutti su Fanucchi) che gioca quasi sempre con nove-dieci uomini dietro la linea della palla, i ragazzi  di Lopez soffrono tremendamente nella finalizzazione. I tre gol realizzati, in sei gare, sono li a dimostrarlo, dei quali soltanto uno realizzato da un attaccante e soltanto uno su azione.

Peccato, perché i rossoneri meritavano almeno il pareggio e quel briciolo di fortuna avuto ad Arezzo, l’hanno ripagato subito e con gli interessi!

Un sei come voto di squadra, con voti più alti per Baroni, Arrigoni e Fanucchi (quando cala lui, si spegne la luce….).

Domani altro giorno importante sul fronte societario; Giorgio La Cava dovrebbe incontrare i soci di Lucchese Partecipazioni ed il Sindaco Tambellini (finalmente sembra entrato in scena….).

Una cosa deve essere chiara a tutti, sia a chi compra, sia a chi vende, sia a chi decide di avvicinarsi alla società: la Lucchese in serie C non può prescindere da programmi ambiziosi.

Chi non è in grado di garantirli, è bene che si faccia da parte. Non lo ordina il dottore di prendere una società di calcio.

In serie C ci sono molte piazze dove la categoria equivale a vincere la Champions (Arzachena, Giana Erminio, Pontedera, Cuneo, Olbia, Pro Piacenza, Gavorrano nel nostro girone……alle quali aggiungerei Renate, Santarcangelo, Sudtirol, Mestre, Bassano, FeralpiSalò, Racing Fondi, Sicula Leonzio, Bisceglie, Virtus Francavilla, Rende); in queste piazze è possibile fare programmi di minima (a salvezza), con valorizzazione dei giovani di proprietà e non, senza che nessuno ti rompa le palle.

Lucca, con tutto il rispetto per le squadre sopracitate, merita molto di più. Quindi, avanti con la vendita o con l’allargamento societario grazie all’ingresso di forze  nuove, purché si abbiano ben chiari progetti ambiziosi!

Vivacchiare in serie C ed essere contenti della salvezza, magari attraverso i play out, non ci interessa.

Giulio Castagnoli

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