“Mi presento: sono la Pantera dorata e sono pronta a tornare in campo”

“Mi presento: sono la Pantera dorata e sono pronta a tornare in campo”

Un intervento sul “muro” di “forzalucchese.net” con lo pseudonimo di “Passalacqua”
che per i più avanti con l’età è gia di per se un tuffo nel passato….ovvero Sileno Passalacqua giocatore tutto riccioli , estrosissimo ed imprendibile uomo di fascia di una Lucchese primi anni 80….ecco l’intervento che ci ha fatto venire la “pelle d’oca”.

L’autore è  Emanuele Pacini, una lettera immaginaria quanto bella della Pantera che ha accompagnato generazioni di tifosi rossoneri e che attende di tornare in campo sulle maglie della Lucchese per riprendere a ruggire in tutti gli stadi d’Italia

Salve a tutti mi presento,

sono la Pantera dorata quella che per molti anni ha corso e lottato per i colori rossoneri. Da un pò di tempo non corro più e mi costa. Non corro da quando sono stata presa più volte in ostaggio da personaggi che in mio nome hanno compiuto le più avvilenti azioni che sportivamente parlando, ma non solo, si possono concepire. Sono stata bastonata, picchiata e costretta a correre in campetti di periferia, umiliata, trascurata ed infine gettata via, ma sono sempre qui, viva e finalmente in gran forma.

Curata e coccolata dalle persone giuste, persone che mi proteggono, ascoltano, nutriscono. Mi hanno tirato a lucido e ridato forza e voce. Ci sono sempre stata… e ci sono anche adesso, potete vedermi in ogni bandiera dell’orgoglio lucchese che sventola allo stadio, potete sentirmi in ogni coro ed in ogni grido del vero tifoso. Sono l’anima del tifoso, non l’avete ancora capito? Non corro per i campi, ma sono sugli spalti, per strada, nelle case di ogni tifoso, per gli uffici. Ovunque vigile e attenta.

Non sono codarda, ma, anzi, il mio vigilare, la mia attesa richiedono grande coraggio, grande volontà, grande pazienza. Come pensate che mi sento ogni volta che vedo scendere in campo i colori rossoneri? Soffro e non mi tengo se vedo l’avversario vestito di bianconero o neroazzuro… l’istinto violento e felino di scavalcare il fossato ed azzannarli tutti è devastante, difficile da domare: ci vuole coraggio e pazienza. Ne vale la pena per non rischiare di tornare a correre contro la mia volontà, di essere usata, umiliata ed infine incatenata. Allora attendo.

Adesso mi hanno aperto una porticina. Intravedo il campo e le mie bandiere, è pieno di gente e di buoni propositi. Ma scusate se ancora attendo ad entrare. Quando lo farò vi garantisco che ve ne accorgerete, undici pantere dorate, affamate e finalmente libere non passano inosservate. Quando lo farò sarà caduto anche l’ultimo velo, spazzata via l’ultima nube ed il mio pelo sarò oro alla luce del sole.

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