PRIMI IN ITALIA , NON DIMENTICHIAMOLO MAI.

PRIMI IN ITALIA , NON DIMENTICHIAMOLO MAI.

martedì, 23 aprile 2013, 00:14  per vedere video relazione Stefano Galligani: http://www.youtube.com/watch?v=j4e-oShs2o0

di fabrizio vincenti

L’offerta del comodato gratuito del marchio e del logo della gloriosa Lucchese Libetas 1905 fatta in questi giorni dalla cooperativa dei tifosi di Lucca United alla società rossonera merita una riflessione. il marchio e il logo, come si ricorderà, furono acquistati all’asta fallimentare lo scorso anno proprio dalla cooperativa che grazie a contributi straordinari di alcuni soci si aggiudicò un pezzo della storia rossonera dopo che su di essi si erano scatenate illazioni e diatribe, come se non fossero bastati i due fallimenti in tre anni. L’operazione fu straordinaria. E il termine non suoni né retorico né eccessivo.

I lucchesi, ancora una volta in silenzio, come da loro costume, ruppero un tabù: in Italia, mai era successo che gli stessi sostenitori mettessero al sicuro nome e logo della squadra del cuore. A guardia di una fede, disse qualcuno. Nella sostanza fu impedito che la storia si ripetesse per una terza e magari una quarta volta e via dicendo. I tifosi rossoneri, stanchi di veder giudici fallimentari, decisero di agire in prima persona e fecero storia. Da allora il modello lucchese ha fatto scuola e in altre realtà, altrettanto sfortunate, ci si è attrezzati per ripercorrere la strada e provare a far divenire i tifosi protagonisti e soprattutto custodi della loro storia.

Ora Lucca United, nelle forme e nei tempi giusti, prova a chiudere il cerchio restituendo in comodato gratuito e sostanzialmente senza contropartite nome e logo alla società rossonera di Giannecchini e soci. Che si è riservata un minimo di tempo per decidere, ma nel rapporto tra Lucchese e Lucca United, forse per la novità che la cooperativa stessa produce in un mondo ossidato quanto a picco del pallone italico, qualche resistenza più o meno velata arriva.

Più che una risorsa, che all’estero è ormai da molte parti realtà, quella della partecipazione dei tifosi alla vita della società, non vorremmo venisse vista come un possibile ostacolo, soprattutto per quanto riguarda eventuali nuovi ingressi in società. E allora l’invito a Giannecchini, da sempre sostenitore di Lucca United, e agli altri soci arrivi forte e chiaro: chiamate i vertici della cooperativa, radunate tutti i soci della Lucchese e mettetevi a un tavolo per spiegarvi e chiarirvi. Una volte per tutte. Perché qualcosa ancora non quadra.

Chi è in società deve vedere come una risorsa, che sarà sempre più irrinunciabile nel futuro pena la definitiva marginalizzazione del calcio come fenomeno che coinvolge larghi strati della popolazione, la partecipazione dei tifosi. i tifosi, dal canto loro, devono prendere atto che la partecipazione prevede massima responsabilità: significa crescere da semplici acquirenti di un biglietto a protagonisti e codecisori, sia pure su taluni temi. All’estero, tanto per dire, ci sono realtà dove in consiglio di amministrazione siede un rappresentante dei tifosi, in altre si interpellano sistematicamente i tifosi e le loro associazioni quando si decidono i prezzi dei biglietti o si disegnano le nuove maglie.

Se il calcio non vuole sparire, partecipazione è una delle parole d’ordine. E se ci sono incomprensioni o meglio diffidenze, bene abbatterle. A Lucca, dal letame del doppio fallimento, sono spuntati due fiori: una società di gente disinteressata e appassionarta e la cooperativa come nuova frontiera (finalmente attiva) del tifo. Vogliamo vadano a braccetto perché entrambe hanno a cuore la Lucchese. 

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